La percezione come rappresentazione della realtà esterna?

Abitualmente, ed ingenuamente, noi intendiamo la percezione come l’immagine interna della realtà esterna, come una “fotografia” dell’esistente, rappresentante un modello interno delle caratteristiche fisiche di ciò che si osserva, senza che vi sia una nostra elaborazione ed interpretazione interna. Questo è un approccio passivo alla percezione: si ipotizza che le informazioni siano date ed esistano indipendentemente dal percipiente, il quale le può solo registrare ed, eventualmente, reagire ad esse. L’osservazione, secondo questo approccio passivo alla percezione, è pura ed oggettiva.

Come ricorda Edgar Morin in I sette saperi necessari all’educazione del futuro:

“Una conoscenza non è specchio delle cose o del mondo esterno. Tutte le percezioni sono nel contempo traduzioni e ricostruzioni cerebrali a partire da stimoli o segni captati e codificati attraverso i sensi. Da qui derivano, ben lo sappiamo, gli innumerevoli errori di percezione che ci provengono comunque dal nostro senso più affidabile, quello della visione. All’errore di percezione si aggiunge l’errore intellettuale. La conoscenza, sotto forma di parole, di idee, di teorie, è il frutto di una traduzione/ricostruzione attraverso i mezzi del linguaggio e del pensiero, e perciò sperimenta il rischio dell’errore.”

Auto-poiesi

Perché si possa parlare di sistema vivente è necessario che sia presente, come forma, lo schema di auto-organizzazione; ma ciò non è ancora sufficiente per caratterizzare un sistema vivente rispetto ad un sistema non vivente, pur dotato di capacità di auto-organizzazione con una struttura dissipativa dell’energia.

Un sistema vivente è dotato di uno schema di auto-organizzazione in grado di produrre da sé il proprio mantenimento ed i singoli elementi che lo compongono, nonché di modificarsi ed evolversi, in una rete circolare chiusa di interazioni tra gli stessi; questo schema è ciò che Maturana e Varela hanno definito “autopoiesi”, cioè auto-produzione di sé.

L’autopoiesi è uno schema generale di auto-organizzazione, appartenente a tutti gli esseri viventi, indipendentemente dalla struttura specifica che ne determina la materializzazione e dalla particolare configurazione di relazioni che ne definisce l’appartenenza a una classe specifica (essere umano, cane, cellula, ecc.). Un essere vivente è, quindi, distinguibile sia in relazione alle differenti materializzazioni della propria struttura, stante il medesimo schema autopoietico, sia in relazione a differenti schemi autopoietici di relazioni tra i singoli elementi del sistema.