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La scienza della complessità si può considerare come una “scienza delle scienze” perché emerge come una scienza intra-scienze. Per questo la teoria della complessità è il risultato di più teorie appartenenti a diversi domini ed approcci scientifici. Negli ultimi decenni si è sviluppata una vasta ed importante letteratura sulla teoria della complessità, diffondendosi a una molteplicità di settori di studio e di campi applicativi: agli studi sul comportamento della persona a quelli sul comportamento delle reti naturali e sociali, o ancora a quelli relativi alle analisi del funzionamento delle reti neuronali, così come a quelli inerenti le ricerche psicologiche, sociologiche, fisiche, chimiche, matematiche, paleontologiche e cosmologiche.

La complessità è un modo di vedere e di interpretare la realtà che va oltre i sistemi utilizzati per la sua misurazione; questi sistemi appartengono a domini delle scienze quantitative che la scienza della complessità assorbe in un dominio epistemologico più ampio, dedicato ad una loro re-interpretazione qualitativa.

Ciò che rende la scienza della complessità una “scienza delle scienze” è la circostanza che il suo ampio dominio viene definito mediante l’accoglimento in un sistema epistemiologico riconoscibile. Questo riconoscimento avviene grazie alla possibile generalizzazione di alcune proprietà di funzionamento delle reti tra relazioni, siano esse naturali o sociali, come ad esempio le più note proprietà dell’interdipendenza, dell’emergenza, dell’auto-organizzazione, della ridondanza, dei livelli gerarchici e della circolarità.

Essere consapevoli che la realtà funziona con modalità complesse, cioè rispondenti alle proprietà enunciate, rende la persona maggiormente responsabile delle propie azioni e capace di muoversi con maggiore adeguatezza nel panorama delle relazioni sociali del mondo contemporaneo; relazioni sempre più fitte, più connesse e più veloci.

E’ per questo motivo che gli effetti dell’azione umana assumono sempre più rilievo sia in termini quantitativi che qualitativi richiedendo una maggiore attenzione ed una maggiore cura rispetto al passato, al fine di evitare che il soddisfacimento di interessi economici e sociali personali possa generare una crescita potenziale di povertà e sofferenza nella comunità.

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