La percezione come rappresentazione della realtà esterna?

Abitualmente, ed ingenuamente, noi intendiamo la percezione come l’immagine interna della realtà esterna, come una “fotografia” dell’esistente, rappresentante un modello interno delle caratteristiche fisiche di ciò che si osserva, senza che vi sia una nostra elaborazione ed interpretazione interna. Questo è un approccio passivo alla percezione: si ipotizza che le informazioni siano date ed esistano indipendentemente dal percipiente, il quale le può solo registrare ed, eventualmente, reagire ad esse. L’osservazione, secondo questo approccio passivo alla percezione, è pura ed oggettiva.

Come ricorda Edgar Morin in I sette saperi necessari all’educazione del futuro:

“Una conoscenza non è specchio delle cose o del mondo esterno. Tutte le percezioni sono nel contempo traduzioni e ricostruzioni cerebrali a partire da stimoli o segni captati e codificati attraverso i sensi. Da qui derivano, ben lo sappiamo, gli innumerevoli errori di percezione che ci provengono comunque dal nostro senso più affidabile, quello della visione. All’errore di percezione si aggiunge l’errore intellettuale. La conoscenza, sotto forma di parole, di idee, di teorie, è il frutto di una traduzione/ricostruzione attraverso i mezzi del linguaggio e del pensiero, e perciò sperimenta il rischio dell’errore.”

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...